Sempre più persone, invece di cercare un nome su un motore di ricerca, chiedono a un assistente basato sull'intelligenza artificiale: "Chi è questa persona?" oppure "Che cosa sai di questa azienda?". La risposta arriva in forma di testo scorrevole e sicuro, e proprio per questo risulta convincente. Il problema è che questi sistemi possono sbagliare, e a volte attribuiscono a persone reali fatti mai accaduti: un reato, un fallimento, un titolo inesistente, una dichiarazione mai fatta. Per la reputazione è un rischio nuovo, che conviene conoscere.
Perché un chatbot inventa
I modelli linguistici non consultano un archivio di fatti verificati come farebbe una persona con un'enciclopedia. Generano testo che, sulla base di ciò che hanno appreso, sembra plausibile. Quando le informazioni su una persona sono scarse, contraddittorie o confuse con quelle di un omonimo, il sistema può "riempire i vuoti" con dettagli inventati ma credibili. Questo fenomeno viene spesso chiamato allucinazione.
Alcuni fattori rendono più probabile l'errore:
- nomi comuni, che il sistema confonde con quelli di altre persone;
- poche informazioni affidabili online sulla persona;
- contenuti negativi isolati che il sistema generalizza;
- domande formulate in modo suggestivo, come "Per quale scandalo è noto Tizio?", che spingono il sistema a trovare uno scandalo anche dove non c'è.
Molti assistenti oggi integrano anche ricerche sul web e citano le fonti. In quel caso l'errore può dipendere da una pagina online inesatta che il sistema ha letto e riassunto.
Come verificare che cosa si dice di te
Fai qualche prova, con calma e senza allarmismi:
- chiedi a più assistenti diversi chi sei, usando nome e cognome ed eventualmente la città o la professione;
- ripeti la domanda in forme diverse, neutre e specifiche;
- annota le risposte che contengono errori, salvandole con uno screenshot che mostri la domanda, la risposta, il servizio usato e la data;
- se l'assistente cita delle fonti, aprile e verifica se l'errore viene da lì.
Tieni presente che le risposte possono cambiare da una volta all'altra: un errore che compare una volta potrebbe non ripresentarsi, e viceversa.
Come chiedere una correzione
Il feedback nell'interfaccia
Quasi tutti gli assistenti permettono di segnalare una risposta come inesatta, con un pulsante o un'icona accanto al testo. È il primo passo, semplice e rapido. Nel commento scrivi in modo chiaro che la risposta attribuisce a una persona reale un fatto falso, e qual è il fatto corretto.
I canali dedicati alla privacy
Quando una risposta contiene dati personali inesatti su di te, i fornitori che operano in Europa sono tenuti a rispettare la normativa sulla protezione dei dati, che riconosce il diritto alla rettifica dei dati inesatti. Molti hanno un modulo o un indirizzo dedicato alle richieste degli interessati. Indica chi sei, quale servizio hai usato, la domanda posta, la risposta errata e l'informazione corretta, allegando gli screenshot.
Correggere la fonte
Se l'errore nasce da una pagina web inesatta, la soluzione più duratura è intervenire su quella pagina: chiedere al sito una rettifica o un aggiornamento, o, se il contenuto è illecito, segnalarlo e chiederne la deindicizzazione. Un assistente che si basa sulle ricerche web smetterà di ripetere l'errore quando la fonte sarà corretta o non più raggiungibile.
Rafforzare le informazioni corrette
Come per i motori di ricerca, anche per i sistemi di intelligenza artificiale vale una regola: più informazioni accurate e coerenti esistono su di te, meno spazio resta per gli errori. Un sito personale aggiornato, profili professionali coerenti e una descrizione chiara di chi sei e di che cosa fai aiutano a ridurre la confusione, soprattutto con gli omonimi.
Che cosa evitare
- Considerare la risposta di un chatbot come una notizia: non lo è, e chi la legge dovrebbe saperlo.
- Pubblicare gli screenshot con l'errore per protestare: rischi di diffondere proprio l'informazione falsa.
- Allarmarsi per un errore isolato: verifica se si ripete prima di intraprendere azioni.
Se però un'informazione falsa e grave compare in modo stabile e ti causa un danno concreto, per esempio con clienti o datori di lavoro, conserva tutta la documentazione e valuta una consulenza legale.
In sintesi
- Gli assistenti AI possono attribuire a persone reali fatti inventati, soprattutto con nomi comuni o poche fonti.
- Verifica con più servizi e domande neutre, salvando domanda, risposta, servizio e data.
- Usa il feedback nell'interfaccia e i canali privacy per chiedere la rettifica dei dati inesatti.
- Se l'errore nasce da una pagina web, correggere la fonte è la soluzione più duratura.
- Informazioni corrette e coerenti su di te riducono lo spazio per gli errori.