🔎 Informatica forense

Analisi forense delle email: leggere le intestazioni

Come leggere le intestazioni di un'email per verificarne provenienza e autenticità: Received, Message-ID, SPF, DKIM, DMARC e segnali di falsificazione.

Un'email sembra un oggetto semplice: mittente, oggetto, testo, eventuali allegati. In realtà ogni messaggio porta con sé un insieme di informazioni tecniche, le intestazioni, che raccontano da dove è partito, quali server ha attraversato e se il dominio del mittente ne ha autorizzato l'invio. Saperle leggere permette di distinguere un messaggio autentico da uno contraffatto e di conservarlo come prova in modo corretto.

Il mittente visibile non dimostra nulla

Il nome e l'indirizzo che compaiono nel campo "Da" sono scelti da chi invia il messaggio. Tecnicamente è possibile scrivere qualsiasi indirizzo, e molte truffe si basano proprio su questo. Per capire chi ha davvero spedito un'email bisogna guardare oltre, nelle intestazioni complete.

Tutti i programmi di posta permettono di visualizzarle, con voci come "mostra originale", "visualizza sorgente" o "proprietà del messaggio".

I campi principali

Received

Ogni server che riceve e inoltra il messaggio aggiunge una riga Received in cima alle intestazioni. Si leggono quindi dal basso verso l'alto: la riga più in basso è la più vicina all'origine. Ogni riga indica in genere il server che ha consegnato, quello che ha ricevuto, l'orario e talvolta l'indirizzo IP.

Le righe aggiunte dai server del destinatario sono le più affidabili. Quelle più in basso potrebbero essere state inserite dal mittente stesso e vanno valutate con prudenza.

Message-ID

È un identificativo univoco assegnato al messaggio, di solito dal server o dal programma di invio. Il suo formato e il dominio che contiene possono essere coerenti o meno con il mittente dichiarato. Un messaggio che afferma di provenire da un grande servizio di posta ma ha un Message-ID con struttura diversa da quella abituale merita attenzione.

Date

Indica data e ora dichiarate dal mittente. Va confrontata con gli orari delle righe Received: differenze notevoli possono indicare un orologio sbagliato o un'alterazione.

Return-Path e Reply-To

Il Return-Path indica dove vengono restituiti i messaggi non consegnati; il Reply-To dove andranno le risposte. Se il Reply-To punta a un indirizzo diverso da quello del mittente, specie in una richiesta di pagamento, è un segnale tipico di frode.

SPF, DKIM e DMARC

Questi tre meccanismi permettono al proprietario di un dominio di dichiarare chi è autorizzato a inviare posta a suo nome. I risultati delle verifiche compaiono spesso in un'intestazione chiamata Authentication-Results.

Meccanismo Cosa verifica Esito utile
SPF Che il server di invio sia autorizzato dal dominio pass
DKIM Che una firma crittografica sul messaggio sia valida pass
DMARC Che SPF o DKIM siano allineati con il dominio visibile nel "Da" pass

Una firma DKIM valida è particolarmente interessante in ambito forense: dimostra che le parti firmate del messaggio, tipicamente alcune intestazioni e il corpo, non sono state modificate dopo l'invio e che il messaggio è passato da un server in possesso della chiave del dominio. Le chiavi però vengono sostituite nel tempo, quindi conviene verificare la firma il prima possibile e documentare il risultato.

Come conservare un'email come prova

Inoltrare un messaggio a un'altra casella o stamparlo in PDF fa perdere gran parte delle intestazioni originali. Il modo corretto è:

  1. esportare il messaggio nel formato originale, di solito un file .eml, oppure .msg per alcuni programmi;
  2. calcolare l'hash del file esportato;
  3. conservare anche una stampa leggibile, ma solo come supporto;
  4. annotare da quale casella, con quale programma e quando è stato esportato;
  5. se possibile, lasciare il messaggio anche nella casella originale, senza spostarlo né modificarlo.

Per i casi più importanti si può valutare l'acquisizione dell'intera casella, che consente di verificare la coerenza del messaggio con il resto della corrispondenza.

Segnali di possibile falsificazione

  • dominio del mittente simile ma non identico a quello reale, per esempio con una lettera scambiata;
  • SPF, DKIM o DMARC con esito negativo per un dominio che normalmente li supera;
  • Reply-To diverso dal mittente;
  • righe Received incoerenti tra loro negli orari o nei nomi dei server;
  • Message-ID con un formato diverso da quello abituale per quel servizio;
  • allegati con estensione doppia o nomi che imitano documenti ufficiali.

Nessuno di questi elementi, da solo, prova una falsificazione. È la loro combinazione, letta nel contesto, che permette di arrivare a una conclusione fondata.

In sintesi

  • Il campo "Da" si può falsificare: la provenienza reale si legge nelle intestazioni.
  • Le righe Received vanno lette dal basso verso l'alto, con più fiducia in quelle del destinatario.
  • SPF, DKIM e DMARC indicano se il dominio ha autorizzato l'invio.
  • Un'email va conservata nel formato originale, con hash, non inoltrata o stampata.
  • Le anomalie vanno valutate insieme, non singolarmente.
MM
Marco Marzaduri

Marco Marzaduri si occupa di cybersecurity, informatica forense e sviluppo web. Laureato in informatica e in psicologia, unisce l'analisi tecnica alla comprensione del fattore umano.

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