"Serve ancora l'antivirus?" è una domanda che ricevo spesso. La risposta breve è sì, ma probabilmente non nel modo in cui lo intendevamo dieci anni fa. Il panorama è cambiato: i sistemi operativi includono protezioni solide, le minacce sono diverse e la sicurezza di un dispositivo dipende da molti fattori oltre al programma che lo scansiona.
Come funziona un antivirus moderno
I primi antivirus si basavano quasi solo sulle firme: un elenco di "impronte" di programmi malevoli noti, confrontate con i file presenti sul disco. Il metodo funziona per minacce già conosciute, ma è debole contro quelle nuove o modificate.
Le soluzioni attuali combinano più tecniche:
- firme aggiornate di continuo, per le minacce note;
- analisi comportamentale: osservano cosa fa un programma. Se inizia a cifrare centinaia di file in pochi secondi, o tenta di disattivare le protezioni, viene bloccato anche se non è mai stato visto prima;
- reputazione dei file, basata su quanto un eseguibile è diffuso e da chi è firmato;
- protezione web, che blocca pagine di phishing o download pericolosi;
- protezione delle cartelle, che impedisce a programmi non autorizzati di modificare documenti e foto.
L'antivirus integrato è sufficiente?
Per la maggior parte degli utenti domestici su Windows, Microsoft Defender, incluso nel sistema, offre una protezione di buon livello, è aggiornato automaticamente e non richiede installazioni. Su macOS il sistema integra meccanismi di controllo dei programmi e una protezione contro malware noti. Su smartphone, le protezioni dello store ufficiale e del sistema operativo fanno gran parte del lavoro.
Una soluzione a pagamento può avere senso se:
- vuoi funzioni aggiuntive come gestione centralizzata di più dispositivi di famiglia, controllo parentale o protezione dell'identità;
- preferisci un'interfaccia unica per Windows, macOS e Android;
- hai esigenze particolari, per esempio un computer usato da più persone poco esperte.
Non installare due antivirus completi contemporaneamente: si ostacolano a vicenda e rallentano il sistema senza aggiungere protezione.
In azienda: dall'antivirus all'EDR
In un contesto aziendale, anche piccolo, il discorso cambia. Le soluzioni di tipo EDR (Endpoint Detection and Response) non si limitano a bloccare: registrano ciò che succede sui computer, segnalano comportamenti sospetti a una console centrale e permettono di isolare una macchina dalla rete con un clic. Sono pensate per essere gestite da qualcuno, interno o esterno, che legga gli avvisi.
Per una piccola impresa, i requisiti minimi ragionevoli sono:
- una protezione gestita centralmente, così sai se un computer ha le difese disattivate o non aggiornate;
- avvisi che arrivino a una persona responsabile, non solo sullo schermo dell'utente;
- la possibilità di isolare rapidamente un dispositivo.
Cosa l'antivirus non può fare
Anche il miglior prodotto ha limiti chiari:
- non ferma il phishing che non comporta malware: se inserisci la password su un sito falso, nessun file malevolo è coinvolto;
- non ripara le vulnerabilità: un sistema non aggiornato resta attaccabile;
- non sostituisce i backup: se qualcosa va storto, è il backup che ti salva;
- non protegge da decisioni volontarie: se disattivi la protezione per installare un programma "craccato", hai aperto tu la porta.
Per questo l'antivirus è uno strato di una difesa più ampia, insieme ad aggiornamenti, password uniche, secondo fattore e backup.
Attenzione ai falsi antivirus
Una delle truffe più diffuse è proprio il falso allarme di sicurezza. Mentre navighi compare una pagina, spesso a schermo intero e con un suono, che dice "Il tuo computer è infetto da 5 virus! Chiama subito questo numero" o "Scarica ora la pulizia". Il browser non può fare una scansione del tuo computer: queste pagine sono trappole che portano a programmi indesiderati o a finti tecnici che chiedono soldi e accesso remoto. Chiudi la scheda o, se è bloccata, chiudi il browser dal gestore delle attività.
Allo stesso modo, diffida dei programmi "ottimizzatori" e "pulitori" che promettono di velocizzare il PC e trovano sempre decine di problemi da risolvere a pagamento.
Buone pratiche quotidiane
- Lascia attiva la protezione in tempo reale e gli aggiornamenti automatici delle definizioni.
- Attiva, se disponibile, la protezione delle cartelle contro il ransomware.
- Esegui una scansione completa se noti comportamenti strani: rallentamenti improvvisi, pop-up, programmi sconosciuti all'avvio.
- Non ignorare gli avvisi: se un file viene bloccato, chiediti da dove arriva prima di forzarne l'apertura.
In sintesi
- L'antivirus serve ancora, ma oggi combina firme, analisi del comportamento e protezione web.
- Per un uso domestico la protezione integrata nel sistema è spesso sufficiente.
- In azienda conviene una soluzione gestita centralmente o un EDR con qualcuno che legga gli avvisi.
- L'antivirus non sostituisce aggiornamenti, backup e attenzione al phishing.
- Gli allarmi di virus che compaiono nel browser sono quasi sempre truffe.