Deindicizzare significa chiedere a un motore di ricerca di non mostrare più un certo indirizzo tra i risultati quando qualcuno cerca il tuo nome. La pagina non sparisce dal web: resta sul sito che la ospita ed è raggiungibile da chi ne conosce l'indirizzo. Ma per la maggior parte delle persone, ciò che non compare nelle ricerche semplicemente non esiste. Per questo la deindicizzazione è uno degli strumenti più concreti per la tutela della reputazione online.
Deindicizzazione o rimozione: la differenza
È importante non confondere le due cose:
| Deindicizzazione | Rimozione | |
|---|---|---|
| A chi si chiede | Al motore di ricerca | Al sito o all'editore che pubblica il contenuto |
| Che cosa succede | Il risultato non compare cercando il tuo nome | La pagina viene cancellata o modificata |
| Effetto | Su un singolo motore di ricerca | Su tutto il web, salvo copie |
Spesso conviene procedere su entrambi i fronti. Se però il sito è irraggiungibile, anonimo o rifiuta qualsiasi contatto, la deindicizzazione resta la strada principale.
Prima della richiesta: la mappatura
Il lavoro più importante si fa prima di aprire il modulo. Cerca il tuo nome sui principali motori di ricerca, in modalità di navigazione privata per evitare risultati personalizzati, e annota:
- l'indirizzo completo di ogni pagina problematica, copiato dalla barra degli indirizzi e non dal titolo del risultato;
- la chiave di ricerca con cui compare (nome e cognome, nome con la città, nome con la professione);
- che cosa dice la pagina e perché ritieni che non debba comparire.
Fai anche uno screenshot della pagina dei risultati, in cui si veda la ricerca e la posizione del contenuto. È una fotografia semplice e comprensibile della situazione di partenza.
Compilare il modulo
I grandi motori di ricerca mettono a disposizione degli utenti europei un modulo dedicato alle richieste basate sulla normativa sulla protezione dei dati. Di solito ti verranno chiesti:
- i tuoi dati e il nome per cui chiedi la deindicizzazione, che può essere anche quello di una persona che rappresenti;
- un documento d'identità, per verificare che tu sia la persona interessata;
- l'elenco degli indirizzi, uno per riga;
- una motivazione per ciascun indirizzo.
La motivazione è il cuore della richiesta. Non scrivere una sola spiegazione generica valida per tutti: chi valuta esamina indirizzo per indirizzo. Una buona motivazione risponde a tre domande: chi sei, che cosa dice la pagina e perché non c'è più un interesse pubblico a trovarla cercando il tuo nome.
Un esempio di formulazione: "Sono un privato cittadino senza ruoli pubblici. La pagina riporta un procedimento risalente a molti anni fa, concluso con un proscioglimento che l'articolo non menziona. L'informazione è quindi incompleta e fuorviante e non è più rilevante per il pubblico."
Quando la richiesta è più forte
Alcune situazioni offrono argomenti particolarmente solidi:
- informazioni inesatte o non aggiornate;
- dati sensibili, come salute, orientamento o convinzioni religiose, pubblicati senza giustificazione;
- dati di contatto come indirizzo di casa o numero di telefono;
- contenuti che riguardano minori;
- pagine che riportano fatti molto lontani nel tempo relativi a privati cittadini.
Al contrario, la richiesta è più debole se riguarda fatti recenti, attività professionali ancora in corso o comportamenti di rilievo pubblico.
Dopo l'invio
Riceverai una conferma con un numero di riferimento: conservalo. La valutazione può richiedere da pochi giorni ad alcune settimane. La risposta può essere un accoglimento totale, parziale, cioè solo per alcuni indirizzi, o un rifiuto motivato.
Se la richiesta viene accolta, verifica dopo qualche giorno ripetendo la ricerca. Tieni presente che l'accoglimento vale di norma per le ricerche fatte con il tuo nome e che ogni motore di ricerca va contattato separatamente.
Se la richiesta viene respinta
Leggi con attenzione la motivazione del rifiuto. Spesso indica l'elemento che ha pesato di più, per esempio un presunto ruolo pubblico. A quel punto puoi:
- presentare una nuova richiesta con argomenti e documenti aggiuntivi;
- rivolgerti all'autorità di controllo per la protezione dei dati del tuo Paese, che in Italia è il Garante per la protezione dei dati personali, con un reclamo;
- valutare con un avvocato la tutela davanti all'autorità giudiziaria.
Un lavoro da ripetere nel tempo
Nuovi siti possono copiare lo stesso contenuto e riportarlo tra i risultati. Ripeti la ricerca del tuo nome a intervalli regolari e, se compaiono copie, inviale come nuovi indirizzi richiamando la decisione precedente.
In sintesi
- La deindicizzazione nasconde un risultato dalle ricerche sul tuo nome, ma non cancella la pagina.
- Mappa prima tutti gli indirizzi, con la chiave di ricerca e uno screenshot dei risultati.
- Scrivi una motivazione specifica per ogni indirizzo, spiegando perché l'interesse pubblico è venuto meno.
- Conserva il numero di riferimento e verifica il risultato dopo l'accoglimento.
- In caso di rifiuto puoi riproporre la richiesta o rivolgerti all'autorità di controllo.