Vedere il proprio volto in un video mai girato, o sentire la propria voce pronunciare frasi mai dette, provoca un misto di incredulità, rabbia e senso di impotenza. La prima reazione è spesso quella di voler far sparire tutto subito, a qualunque costo. È comprensibile, ma agire d'impulso rischia di peggiorare le cose: si cancellano prove, si alimenta la diffusione o si risponde in modo che il falso sembri più credibile. Serve invece un piano in pochi passi chiari.
Passo 1: conserva tutto prima di agire
Prima di segnalare o chiedere la rimozione, raccogli il materiale. Una volta rimosso, il contenuto potrebbe non essere più recuperabile, e senza di esso sarà difficile dimostrare cosa è successo.
- Salva l'indirizzo esatto di ogni pagina in cui compare il deepfake.
- Fai screenshot che mostrino il contenuto, il profilo che lo ha pubblicato, la data e la barra degli indirizzi.
- Se possibile, salva una copia del video o dell'immagine.
- Annota numero di visualizzazioni, condivisioni e commenti significativi.
- Scrivi in un documento la data e il modo in cui ne sei venuto a conoscenza.
Se il contenuto circola su più piattaforme, fai lo stesso per ciascuna. Non serve nulla di complicato: una cartella ordinata con file e note è sufficiente.
Passo 2: segnala alle piattaforme
Ogni piattaforma ha regole sui contenuti manipolati o generati in modo ingannevole, oltre a quelle su impersonificazione, molestie e immagini intime. Scegli la categoria più precisa:
| Tipo di deepfake | Categoria da usare |
|---|---|
| Ti fa dire cose che non hai detto | Contenuti manipolati o informazioni false |
| Si spaccia per un tuo profilo | Impersonificazione |
| Ha contenuto sessuale o intimo | Immagini intime non consensuali |
| Serve a deriderti o minacciarti | Molestie o bullismo |
Nel testo della segnalazione scrivi chiaramente che sei la persona ritratta, che il contenuto è stato generato o alterato artificialmente e che non hai mai prestato il consenso. Se hai il video o la foto originale da cui è stato ricavato, indicalo: è l'argomento più forte.
Passo 3: non amplificare
È naturale voler mostrare a tutti che il video è falso. Ma condividerlo, anche per smentirlo, lo fa vedere a più persone. Evita di:
- ripubblicare il deepfake sui tuoi profili;
- commentarlo sotto il post originale, perché i commenti ne aumentano la visibilità;
- rispondere con rabbia a chi lo diffonde.
Passo 4: smentisci in modo sobrio
Una smentita breve sui tuoi canali ufficiali aiuta chi ti conosce a orientarsi. Una formula efficace:
"Sta circolando un video che mi ritrae mentre dico cose che non ho mai detto. È stato creato artificialmente. L'ho segnalato alle piattaforme. Vi chiedo di non condividerlo e di segnalarlo se lo vedete."
Niente dettagli sul contenuto, niente link, niente accuse dirette a persone non identificate con certezza.
Se il deepfake riguarda il tuo lavoro, avvisa anche colleghi, clienti o datore di lavoro prima che lo vengano a sapere da altri: arrivare per primi con una spiegazione chiara riduce molto il danno.
Passo 5: valuta la tutela legale
Un deepfake può ledere più diritti contemporaneamente: la reputazione, l'immagine, i dati personali. A seconda del contenuto possono entrare in gioco la diffamazione, la sostituzione di persona o, per le immagini intime, la diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite. In Italia la legge sull'intelligenza artificiale approvata nel 2025 ha introdotto inoltre un reato specifico per la diffusione, senza consenso, di contenuti generati o alterati con l'AI che causano un danno ingiusto. A livello europeo, il regolamento sull'intelligenza artificiale prevede obblighi di trasparenza per chi pubblica deepfake.
Con il materiale raccolto al passo 1, un avvocato potrà valutare quale strada è più adatta, e se presentare una denuncia. Ricorda che per alcuni reati, come la diffamazione, esistono termini precisi entro cui agire.
Passo 6: tieni sotto controllo la situazione
Un deepfake rimosso da una piattaforma può riapparire altrove. Nelle settimane successive cerca periodicamente il tuo nome, anche abbinato a parole chiave legate al contenuto, e attiva un avviso automatico sul tuo nome nei motori di ricerca. Ogni nuova copia va trattata come la prima: documentata e segnalata, citando le rimozioni già ottenute.
Prendersi cura di sé
Essere vittima di un deepfake ha un impatto emotivo reale, soprattutto quando il contenuto è umiliante o sessuale. Non è una debolezza chiedere aiuto a persone di fiducia o a un professionista. Delegare a qualcuno di vicino la ricerca e la segnalazione delle copie può evitarti di rivedere più volte il contenuto.
In sintesi
- Conserva indirizzi, screenshot e copie prima di chiedere qualsiasi rimozione.
- Segnala con la categoria più precisa e dichiara di essere la persona ritratta.
- Non ricondividere il deepfake, nemmeno per smentirlo.
- Pubblica una smentita breve e avvisa per primo chi conta nel tuo lavoro.
- Valuta con un avvocato la tutela legale e controlla nel tempo che il contenuto non riappaia.