🪞 Reputazione online e deepfake

Diffamazione online: cosa sapere prima di reagire

Quando un post, un commento o una recensione diventa diffamazione online, cosa distingue l'ingiuria, entro quando agire e quali strade esistono in Italia.

Chiunque abbia letto un commento offensivo su di sé in un gruppo pubblico o sotto un post si è chiesto almeno una volta: "È diffamazione?". La risposta dipende da alcuni elementi precisi. Conoscerli ti aiuta a non sottovalutare un'offesa grave, ma anche a non trasformare in battaglia legale ciò che è soltanto un'opinione sgradevole.

Che cos'è la diffamazione

Nel diritto penale italiano la diffamazione è disciplinata dall'articolo 595 del Codice penale. In termini semplici, si verifica quando una persona offende la reputazione di un'altra, che non è presente, comunicando con più persone. Gli elementi sono tre:

  1. l'offesa alla reputazione, cioè a come una persona è considerata dagli altri;
  2. l'assenza della persona offesa nel momento in cui l'offesa viene comunicata;
  3. la comunicazione con più persone, almeno due.

Internet soddisfa quasi sempre il terzo requisito: un post pubblico, un commento in un gruppo, una recensione o un video sono visibili potenzialmente a moltissime persone. Per questo la diffamazione online è considerata più grave di quella pronunciata a voce davanti a pochi: la legge prevede un aggravamento quando l'offesa è diffusa con la stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, e i social network rientrano in questa nozione.

Diffamazione e ingiuria: la differenza

Se l'offesa è rivolta direttamente alla persona, per esempio in un messaggio privato o in una videochiamata, si parla di ingiuria. Dal 2016 l'ingiuria non è più un reato in Italia, ma resta un illecito civile per cui si può chiedere un risarcimento.

La distinzione online non è sempre netta. Un messaggio in una chat di gruppo in cui c'è anche la persona offesa può essere valutato diversamente da un post pubblico in cui quella persona non è presente. In questi casi conta la situazione concreta.

Opinione, critica o offesa?

Non tutto ciò che fa male è diffamazione. Il nostro ordinamento tutela il diritto di critica, purché rispetti alcuni limiti che la giurisprudenza riassume in tre criteri:

  • verità dei fatti su cui la critica si fonda;
  • interesse pubblico dell'argomento;
  • continenza, cioè una forma espressiva misurata, che non scivoli nell'insulto gratuito.

Dire che un ristorante "ha servito un piatto freddo e il servizio è stato lento" è critica. Dire che il titolare "è un truffatore che avvelena i clienti", senza alcun fondamento, va molto oltre.

Entro quando agire

Questo è il punto che molti scoprono troppo tardi. La diffamazione è un reato perseguibile a querela della persona offesa, e la querela va presentata entro tre mesi dal giorno in cui si è avuta notizia del fatto. Online, il termine decorre in genere da quando hai scoperto il contenuto, non necessariamente da quando è stato pubblicato. Per questo è importante annotare subito la data in cui sei venuto a conoscenza del post.

Le strade possibili

Davanti a un contenuto diffamatorio esistono più percorsi, non alternativi tra loro:

Strada A cosa serve
Segnalazione alla piattaforma Ottenere rapidamente la rimozione o l'oscuramento del contenuto
Richiesta all'autore Chiedere la rimozione o una rettifica, spesso tramite avvocato
Querela Avviare un procedimento penale contro l'autore
Azione civile Ottenere il risarcimento del danno subito

La segnalazione alla piattaforma è di solito il primo passo, perché è la più veloce. Non esclude le altre.

Che cosa preparare

Indipendentemente dalla strada scelta, ti servirà una documentazione chiara:

  • uno screenshot completo del contenuto, in cui si vedano l'autore, la data e l'indirizzo della pagina;
  • l'indirizzo esatto del post o del commento;
  • l'indicazione di chi altro lo ha visto, condiviso o commentato, se lo sai;
  • la data in cui ne sei venuto a conoscenza.

Agisci prima che il contenuto venga cancellato: l'autore potrebbe rimuoverlo appena si accorge di essere stato notato.

Errori comuni

  • Rispondere con altre offese: rischi di diventare a tua volta autore di diffamazione.
  • Condividere il post per denunciarlo pubblicamente: aumenti la sua diffusione.
  • Aspettare troppo: il termine di tre mesi per la querela scade in fretta.
  • Confondere l'anonimato con l'impunità: anche un profilo anonimo può essere identificato nell'ambito di un procedimento.

In sintesi

  • La diffamazione richiede offesa alla reputazione, assenza della persona offesa e comunicazione a più persone.
  • Online è considerata più grave, perché il contenuto raggiunge un pubblico potenzialmente ampio.
  • La critica è lecita se si basa su fatti veri, riguarda temi di interesse pubblico e usa toni misurati.
  • La querela va presentata entro tre mesi da quando si è avuta notizia del fatto.
  • Documenta subito il contenuto e non rispondere con altre offese.
MM
Marco Marzaduri

Marco Marzaduri si occupa di cybersecurity, informatica forense e sviluppo web. Laureato in informatica e in psicologia, unisce l'analisi tecnica alla comprensione del fattore umano.

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