🔐 Privacy e diritti digitali

Permessi delle app sullo smartphone: quali concedere e quali no

Fotocamera, microfono, contatti, posizione: come valutare i permessi chiesti dalle app, quali servono davvero e come rivederli su Android e iPhone.

Ogni app installata chiede qualcosa: accesso alla fotocamera, ai contatti, alla posizione, alle notifiche. Spesso le richieste arrivano tutte insieme al primo avvio, quando hai fretta di usare l'app, e la risposta è un "Consenti" dato senza pensarci. Eppure i permessi sono il punto in cui decidi concretamente quali parti della tua vita digitale un'app potrà vedere.

Perché i permessi contano

Il GDPR stabilisce, all'articolo 5, il principio di minimizzazione: i dati raccolti devono essere adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario rispetto alle finalità. L'articolo 25 impone inoltre la protezione dei dati fin dalla progettazione e per impostazione predefinita. Un'app che chiede l'accesso alla rubrica per mostrarti le previsioni del tempo è difficile da conciliare con questi principi.

I sistemi operativi mobili ti offrono uno strumento pratico per far valere la minimizzazione anche quando lo sviluppatore non lo fa: negare o limitare i permessi superflui.

Il test della pertinenza

Per ogni richiesta, chiediti se il permesso è collegato alla funzione che stai usando.

App Permesso pertinente Permesso sospetto
Torcia Accesso al flash Posizione, contatti, microfono
Videochiamate Fotocamera e microfono Registro chiamate, SMS
Navigatore Posizione durante l'uso Contatti, foto
Editor di foto Accesso alle foto selezionate Microfono, posizione in background
Gioco offline Nessuno o quasi Contatti, posizione, telefono

Un permesso sospetto non indica necessariamente un comportamento illecito, ma è un segnale per leggere con attenzione l'informativa privacy dell'app o cercare un'alternativa.

I permessi più delicati

Posizione

È uno dei dati più rivelatori: dalla sequenza dei luoghi si possono dedurre casa, lavoro, abitudini, frequentazioni. I sistemi operativi recenti distinguono tra:

  • posizione solo durante l'uso dell'app, sufficiente per quasi tutte le funzioni;
  • posizione sempre, anche in background, giustificata solo da funzioni specifiche come il monitoraggio di un'attività sportiva in corso;
  • posizione approssimativa, che basta per meteo e notizie locali.

Microfono e fotocamera

Concedili solo alle app che ne hanno bisogno per la funzione principale. Sui telefoni recenti un indicatore colorato nella barra di stato segnala quando sono in uso: se compare mentre non stai usando nessuna app che dovrebbe registrare, verifica quale app sta accedendo.

Contatti

Dare accesso alla rubrica significa condividere dati di altre persone, che non hanno dato alcun consenso. Molte app di messaggistica e social usano la rubrica per suggerire contatti: valuta se quella funzione ti serve davvero.

Foto e file

Le versioni recenti di Android e iOS consentono di concedere l'accesso solo a foto selezionate anziché all'intera galleria. Per un'app che deve caricare un'immagine di profilo è la scelta più sensata.

Come rivedere i permessi

Su Android

Nelle Impostazioni, nella sezione dedicata a privacy o app, trovi la gestione autorizzazioni: puoi vedere, per ciascun permesso, l'elenco delle app che lo hanno ottenuto. Molte versioni offrono anche una dashboard che mostra quali app hanno usato posizione, fotocamera e microfono nelle ultime ore. Android può inoltre rimuovere automaticamente i permessi delle app che non usi da tempo.

Su iPhone

Nelle Impostazioni, alla voce Privacy e sicurezza, ogni categoria (Localizzazione, Contatti, Foto, Microfono, Fotocamera) mostra le app autorizzate. Il Resoconto privacy delle app, se attivato, registra quando le app accedono ai dati e alle funzioni sensibili. Esiste anche un'impostazione per chiedere alle app di non tracciarti tra app e siti di altre aziende.

Una routine semplice

  1. Al momento dell'installazione, rispondi "Non consentire" o "Solo questa volta" quando non sei sicuro: l'app ti chiederà di nuovo il permesso quando servirà davvero.
  2. Ogni pochi mesi, scorri l'elenco dei permessi per categoria, partendo da posizione, microfono e contatti.
  3. Disinstalla le app che non usi. Un'app dimenticata con permessi ampi è un rischio inutile.
  4. Dopo un aggiornamento importante del sistema, ricontrolla: a volte compaiono nuove categorie di permessi.

Un esempio concreto

Installi un'app per scansionare documenti. Al primo avvio chiede fotocamera, posizione e contatti. La fotocamera è indispensabile; la posizione serve, al massimo, a inserire il luogo nei metadati del documento, cosa di cui raramente hai bisogno; i contatti potrebbero servire a condividere il file, ma puoi farlo con la funzione di condivisione del sistema senza dare accesso all'intera rubrica. Concedi solo la fotocamera: l'app funziona lo stesso.

In sintesi

  • I permessi sono lo strumento pratico per applicare la minimizzazione dei dati prevista dal GDPR.
  • Chiediti sempre se il permesso è pertinente alla funzione che stai usando.
  • Per la posizione preferisci "solo durante l'uso" o la posizione approssimativa.
  • Dare accesso ai contatti significa condividere dati di altre persone.
  • Rivedi periodicamente i permessi e disinstalla le app che non usi.
MM
Marco Marzaduri

Marco Marzaduri si occupa di cybersecurity, informatica forense e sviluppo web. Laureato in informatica e in psicologia, unisce l'analisi tecnica alla comprensione del fattore umano.

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