🔐 Privacy e diritti digitali

Tracciamento online oltre i cookie: pixel, fingerprinting e login

Come i siti ti riconoscono anche senza cookie: pixel, impronta del browser, parametri nei link e account connessi. Cosa dice la legge e come difendersi.

Rifiutare i cookie è un buon inizio, ma non basta a spiegare perché un annuncio sembra "sapere" che cosa hai guardato ieri su un altro sito. Il tracciamento online si è evoluto in tecniche meno visibili, che non lasciano un file riconoscibile nel browser. Conoscerle aiuta a capire quali scelte hanno davvero effetto.

Le principali tecniche di tracciamento

Pixel e tag di terze parti

Molte pagine contengono piccoli elementi invisibili caricati da società esterne, spesso piattaforme pubblicitarie o social network. Quando la pagina si apre, il tuo browser contatta i loro server e comunica quale pagina stai visitando, da quale dispositivo e in quale momento. Se nello stesso browser sei connesso al social network, quella visita può essere collegata al tuo profilo.

Fingerprinting del browser

Il fingerprinting, o impronta digitale del dispositivo, combina caratteristiche apparentemente innocue: modello del browser, sistema operativo, risoluzione dello schermo, lingua, fuso orario, caratteri installati. Prese singolarmente sono comuni; combinate possono formare un insieme abbastanza raro da riconoscerti tra moltissimi utenti, senza salvare nulla sul tuo dispositivo.

Quando clicchi su un link in un'email promozionale o in un social, l'indirizzo contiene spesso una coda di caratteri dopo il punto interrogativo. Alcuni di quei parametri servono solo a indicare la campagna; altri contengono un identificativo che collega il clic a te.

Account sempre connessi

Il tracciamento più efficace è anche il più semplice: se usi lo stesso account per la posta, la ricerca, i video e il browser, e resti sempre connesso, il fornitore non ha bisogno di tecniche sofisticate per collegare le tue attività.

Che cosa dice la legge

Il punto chiave è che la regola sul consenso non riguarda solo i cookie. L'articolo 5, paragrafo 3, della direttiva 2002/58/CE, recepito in Italia dall'articolo 122 del Codice privacy, si applica all'archiviazione di informazioni nel dispositivo dell'utente e all'accesso a informazioni già presenti, con qualunque tecnica. Le linee guida del Garante sui cookie trattano espressamente anche gli altri strumenti di tracciamento, compreso il fingerprinting: gli identificatori passivi utilizzati per finalità di profilazione richiedono le stesse garanzie dei cookie di profilazione.

Inoltre, quando il tracciamento porta a costruire un profilo, si applica il GDPR: ti spettano il diritto di accesso dell'articolo 15, il diritto di opporti alla profilazione per marketing dell'articolo 21 e il diritto alla cancellazione dell'articolo 17.

Come ridurre le tracce

Non esiste una soluzione unica, ma una combinazione di abitudini riduce molto l'esposizione.

Tecnica di tracciamento Contromisura pratica
Pixel e tag di terze parti Browser con protezione anti-tracciamento attiva; estensioni che bloccano i tracker
Fingerprinting Browser che uniformano o rendono variabili le caratteristiche esposte
Parametri nei link Aprire il sito digitando l'indirizzo, oppure cancellare la parte dopo il punto interrogativo quando non serve
Account sempre connessi Uscire dall'account quando non lo usi, o usare un profilo del browser separato
Cookie di terze parti Bloccarli nelle impostazioni e rifiutarli nei banner

Impostazioni da controllare negli account

I grandi fornitori di servizi online offrono pannelli in cui puoi:

  • disattivare la personalizzazione degli annunci;
  • sospendere la cronologia delle attività web, delle ricerche e dei video;
  • impostare la cancellazione automatica della cronologia dopo un certo periodo;
  • vedere e rimuovere gli interessi che ti sono stati attribuiti.

Vale la pena dedicare dieci minuti a questi pannelli una volta l'anno: le opzioni cambiano e nuove attività vengono spesso attivate per impostazione predefinita.

Che cosa non funziona come si pensa

  • La navigazione in incognito evita che la cronologia resti sul tuo dispositivo, ma i siti visitati, il datore di lavoro che gestisce la rete e il fornitore di connessione possono comunque vedere la tua attività.
  • Il segnale "Do Not Track" è una richiesta che i siti possono ignorare; da solo non blocca nulla.
  • Bloccare tutto in modo aggressivo può rendere il browser più riconoscibile, perché lo distingue dalla massa. È spesso più efficace usare un browser con protezioni integrate e diffuse.

Un esempio concreto

Ricevi un'email da un negozio, clicchi su un'offerta e non acquisti nulla. Il giorno dopo vedi lo stesso prodotto in un annuncio sul social network. Il parametro nel link ha comunicato al negozio che il clic veniva dal tuo indirizzo email; il pixel del social sulla pagina del prodotto ha registrato la visita collegandola al tuo profilo. Aprendo il sito senza passare dal link e usando un browser che blocca i tracker di terze parti, entrambi i passaggi si sarebbero interrotti.

In sintesi

  • Il tracciamento usa anche pixel, fingerprinting, parametri nei link e account sempre connessi.
  • La regola sul consenso della direttiva ePrivacy e dell'art. 122 Codice privacy vale per qualunque tecnica, non solo per i cookie.
  • Un browser con protezioni anti-tracciamento e l'uscita dagli account riducono molto l'esposizione.
  • Controlla una volta l'anno i pannelli di personalizzazione degli annunci e della cronologia.
  • L'incognito e il "Do Not Track" proteggono meno di quanto si creda.
MM
Marco Marzaduri

Marco Marzaduri si occupa di cybersecurity, informatica forense e sviluppo web. Laureato in informatica e in psicologia, unisce l'analisi tecnica alla comprensione del fattore umano.

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