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Minimo privilegio: perché non usare l'account amministratore

Usare ogni giorno un account senza privilegi riduce molto i danni di malware ed errori. Come separare gli account su PC, cloud e cartelle condivise.

Quando acquisti un computer e lo configuri per la prima volta, l'account che crei è quasi sempre un amministratore. Può installare programmi, modificare le impostazioni di sistema, disattivare le protezioni, leggere i file degli altri utenti. È comodo, e infatti la maggior parte delle persone lo usa così per anni. Il principio del minimo privilegio propone l'opposto: ogni persona, e ogni programma, dovrebbe avere solo i permessi strettamente necessari per ciò che deve fare.

Perché fa la differenza

Un programma malevolo, quando parte, eredita i permessi dell'utente che lo ha avviato. Se quell'utente è amministratore, il programma può installarsi in profondità nel sistema, disattivare l'antivirus, creare nuovi account, modificare il comportamento del computer all'avvio. Se l'utente è standard, molte di queste azioni vengono bloccate o richiedono una password che il programma non conosce.

Lo stesso vale per gli errori umani. Un utente standard non può cancellare per sbaglio file di sistema o modificare impostazioni critiche senza accorgersene.

Non è una protezione assoluta: un malware può comunque cifrare i documenti a cui l'utente ha accesso. Ma riduce molto la portata dei danni e rende più difficile per un intruso restare nel sistema.

Sul computer di casa o dell'ufficio

Due account separati

La configurazione consigliata è semplice:

  1. un account amministratore, con password lunga e unica, usato solo per installare programmi e cambiare impostazioni;
  2. un account standard per tutte le attività quotidiane: posta, navigazione, documenti.

Quando dall'account standard serve un'operazione amministrativa, Windows e macOS chiedono le credenziali dell'amministratore. Quella richiesta diventa un momento di attenzione: se compare mentre stai solo aprendo un allegato, c'è qualcosa che non va.

Se il computer lo usano anche altri

Ogni persona dovrebbe avere il proprio account standard. I bambini e gli ospiti, in particolare, non dovrebbero mai usare un account con privilegi.

Non disattivare gli avvisi

Su Windows il Controllo dell'account utente mostra una richiesta di conferma prima delle modifiche importanti. Abbassarlo al minimo per non essere disturbati elimina proprio la barriera che ti protegge.

Negli account cloud

Il principio vale ancora di più per i servizi online, dove un account amministratore può gestire la posta di tutti, i file aziendali, la fatturazione.

  • Separa l'account amministratore da quello personale: chi gestisce la piattaforma di posta aziendale dovrebbe avere un account di lavoro normale e un account amministrativo distinto, usato solo quando serve.
  • Limita il numero di amministratori: due persone fidate bastano quasi sempre. Uno solo è rischioso, perché se perde l'accesso nessuno può intervenire; dieci sono troppi.
  • Usa i ruoli: molte piattaforme offrono ruoli intermedi, come "amministratore della fatturazione" o "gestore degli utenti". Assegna il ruolo che corrisponde al compito, non quello onnipotente.
  • Proteggi gli amministratori con il metodo più robusto: chiave di sicurezza fisica o passkey, non l'SMS.
  • Prevedi un accesso di emergenza: un account amministrativo di riserva, con credenziali custodite in modo sicuro e usato solo se gli altri non funzionano.

Cartelle condivise e documenti

Nelle piccole aziende succede spesso che tutti possano leggere e modificare tutto: la cartella condivisa contiene contabilità, buste paga, contratti e materiale commerciale, con gli stessi permessi per ciascuno. Applica il minimo privilegio anche qui:

  • organizza le cartelle per area (amministrazione, commerciale, tecnica);
  • dai accesso in lettura a chi deve solo consultare e in modifica solo a chi deve lavorare sui file;
  • per i link di condivisione esterna, imposta una scadenza e limita l'accesso alle persone indicate invece di "chiunque abbia il link".

Programmi e servizi

Anche i software dovrebbero avere solo i permessi necessari. Un'app sul telefono non ha bisogno di accedere ai contatti per mostrare il meteo; un'integrazione collegata al tuo account cloud non dovrebbe avere accesso completo a tutta la posta se le serve solo il calendario. Quando colleghi un servizio esterno a un account, leggi i permessi richiesti.

Revisione periodica

I privilegi tendono ad accumularsi: una persona riceve un permesso per un progetto, poi il progetto finisce ma il permesso resta. Almeno un paio di volte l'anno:

  • elenca chi è amministratore su computer e servizi cloud;
  • rimuovi i privilegi non più necessari;
  • verifica le condivisioni esterne ancora attive.

In sintesi

  • Il minimo privilegio dà a persone e programmi solo i permessi necessari.
  • Usa un account standard ogni giorno e l'amministratore solo quando serve.
  • Nei servizi cloud separa gli account amministrativi, limita il loro numero e usa i ruoli.
  • Applica permessi differenziati anche a cartelle condivise e link esterni.
  • Rivedi periodicamente i privilegi: tendono ad accumularsi.
MM
Marco Marzaduri

Marco Marzaduri si occupa di cybersecurity, informatica forense e sviluppo web. Laureato in informatica e in psicologia, unisce l'analisi tecnica alla comprensione del fattore umano.

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