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Dati sanitari e app di salute: cosa condividi davvero

Smartwatch e app per sonno, ciclo o alimentazione raccolgono dati sulla salute. Cosa prevede l'art. 9 GDPR e cosa controllare prima di usarle.

Il battito cardiaco registrato dallo smartwatch, le ore di sonno, i passi giornalieri, il calendario del ciclo, il diario alimentare, i referti caricati in un'app: molti di noi portano in tasca un archivio sanitario più ricco di quello del proprio medico. Sono dati utili per conoscersi meglio, ma anche tra i più delicati in assoluto. Il GDPR li protegge in modo rafforzato, e conoscere queste regole aiuta a scegliere quali app usare e come.

Che cosa sono i dati relativi alla salute

L'articolo 4, punto 15, del Regolamento (UE) 2016/679 definisce i dati relativi alla salute come i dati personali attinenti alla salute fisica o mentale di una persona, compresa la prestazione di servizi di assistenza sanitaria, che rivelano informazioni sul suo stato di salute.

La definizione è ampia. Non comprende solo diagnosi e referti, ma anche informazioni da cui lo stato di salute si può ricavare: la frequenza cardiaca a riposo registrata nel tempo, l'indicazione di una gravidanza in un'app, i farmaci annotati in un promemoria, la partecipazione a un gruppo di supporto online.

Una protezione rafforzata

I dati sanitari rientrano nelle categorie particolari di dati personali dell'articolo 9, insieme ai dati genetici, biometrici, alle opinioni politiche, alle convinzioni religiose e ad altri. Il loro trattamento è vietato in linea di principio, salvo che ricorra una delle eccezioni elencate dalla norma. Per un'app di benessere rivolta al pubblico, l'eccezione più comune è il consenso esplicito dell'interessato.

Questo ha conseguenze concrete:

  • il consenso deve essere chiaro, separato e riferito a finalità specifiche, non nascosto nelle condizioni d'uso;
  • l'app dovrebbe chiederti un consenso distinto per usi ulteriori, come la ricerca o la condivisione con partner;
  • puoi revocare il consenso in qualsiasi momento, con la stessa facilità con cui l'hai dato.

App di benessere e servizi sanitari

App di benessere Servizio sanitario
Esempi Contapassi, app per il sonno, diario alimentare Prenotazione di visite, telemedicina, referti online
Chi la gestisce Un'azienda tecnologica Una struttura sanitaria o un fornitore che agisce per suo conto
Base giuridica tipica Consenso esplicito Finalità di cura e obblighi previsti dalla legge
Segreto professionale Di norma assente Presente per il personale sanitario

La differenza conta: un'app di benessere non è vincolata dal segreto professionale e i suoi modelli di business possono includere la pubblicità o l'analisi dei dati aggregati. Leggere l'informativa è quindi ancora più importante.

Che cosa controllare prima di usare un'app

  1. Chi è il titolare e in quale Paese ha sede. Se i dati vengono trasferiti fuori dall'Unione europea, l'informativa deve indicarlo insieme alle garanzie adottate.
  2. Quali dati raccoglie rispetto a quelli necessari. Un'app per contare i passi non ha bisogno della rubrica.
  3. Con chi li condivide. Cerca riferimenti a inserzionisti, partner commerciali, società del gruppo, ricerca. Ogni condivisione non necessaria dovrebbe essere facoltativa.
  4. Dove vengono conservati. Alcune app offrono la conservazione solo sul dispositivo, senza sincronizzazione nel cloud.
  5. Come cancellarli. Verifica se esiste una funzione per eliminare l'account e tutti i dati associati.

Impostazioni utili

  • Sincronizzazione selettiva: molte piattaforme di salute degli smartphone permettono di decidere quali app possono leggere o scrivere ciascuna categoria di dati, per esempio il sonno sì, la frequenza cardiaca no.
  • Profilo pubblico disattivato nelle app sportive: le classifiche e i percorsi pubblici possono rivelare dove vivi e a che ora esci.
  • Blocco dell'app con codice o biometria, se contiene informazioni particolarmente riservate.
  • Notifiche discrete: un promemoria per un farmaco che compare sulla schermata di blocco è visibile a chiunque guardi il telefono.

Datori di lavoro e assicurazioni

Alcuni programmi aziendali o assicurativi offrono vantaggi in cambio della condivisione dei dati di attività fisica. Prima di aderire, chiediti:

  • quali dati vengono trasmessi, se aggregati o individuali;
  • chi può vederli all'interno dell'organizzazione;
  • se il rifiuto comporta svantaggi che rendono il consenso non davvero libero, come richiede l'articolo 7 del GDPR.

Nel rapporto di lavoro, lo squilibrio tra le parti rende particolarmente delicato fondare un trattamento di dati sanitari sul consenso del dipendente.

I tuoi diritti

Puoi esercitare nei confronti dell'app tutti i diritti del GDPR: accesso ai dati raccolti, inclusi quelli osservati dai sensori; portabilità verso un altro servizio; cancellazione dopo la revoca del consenso; reclamo al Garante per la protezione dei dati personali se ritieni che il trattamento non rispetti le regole.

In sintesi

  • I dati sulla salute comprendono anche informazioni dedotte, come battito, sonno o ciclo.
  • Sono categorie particolari dell'art. 9 GDPR: per le app di benessere serve di regola il consenso esplicito.
  • Le app di benessere non sono vincolate dal segreto professionale: leggi l'informativa con attenzione.
  • Usa la sincronizzazione selettiva, disattiva i profili pubblici e proteggi le notifiche.
  • Valuta con cautela i programmi aziendali o assicurativi basati sulla condivisione dei dati.
MM
Marco Marzaduri

Marco Marzaduri si occupa di cybersecurity, informatica forense e sviluppo web. Laureato in informatica e in psicologia, unisce l'analisi tecnica alla comprensione del fattore umano.

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