Quando una vicenda giudiziaria o aziendale dipende da dati digitali, prima o poi entra in scena un consulente tecnico. Il suo compito è spiegare a chi deve decidere, un giudice, un'azienda, un avvocato, ciò che i dati mostrano e ciò che non mostrano. È un ruolo che richiede competenza tecnica, ma anche capacità di comunicare e un forte senso del limite: l'esperto illumina i fatti, non sostituisce chi li valuta.
Le diverse figure
Nel linguaggio comune si parla di "perito informatico", ma le figure sono diverse a seconda di chi conferisce l'incarico e del contesto.
| Figura | Chi la nomina | Ruolo |
|---|---|---|
| Consulente tecnico d'ufficio (CTU) | Il giudice, nel processo civile | Ausiliario del giudice, risponde ai quesiti posti |
| Perito | Il giudice, nel processo penale | Ausiliario del giudice per accertamenti tecnici |
| Consulente tecnico di parte (CTP) | Una delle parti | Assiste la parte, segue le operazioni e formula osservazioni |
| Consulente del pubblico ministero | L'accusa, nelle indagini | Svolge accertamenti per conto dell'accusa |
| Consulente aziendale | Un'impresa o un professionista | Analisi interne, spesso prima di qualsiasi procedimento |
Il consulente di parte non è un "avvocato tecnico" che deve sostenere a ogni costo la tesi del cliente. Il suo valore dipende dalla credibilità: osservazioni tecnicamente solide, anche quando riconoscono punti deboli, pesano più di una difesa ad oltranza.
Come si imposta un incarico
Capire le domande
Il primo lavoro è tradurre la questione in quesiti tecnici precisi. "Vogliamo sapere se il dipendente ha rubato dati" diventa, per esempio: "Sono stati collegati dispositivi esterni al computer nel periodo indicato? Sono stati inviati file verso indirizzi esterni all'azienda? Sono stati cancellati file in quel periodo?". Quesiti chiari evitano analisi dispersive e conclusioni fuori tema.
Verificare cosa è disponibile
Si elencano le fonti: dispositivi, account, log, backup. Si verifica in quali condizioni si trovano, chi li ha avuti in custodia e se sono già state fatte copie o tentativi di analisi.
Definire tempi e limiti
Un'analisi completa di uno smartphone o di un server può richiedere giorni. È utile chiarire fin dall'inizio cosa è realistico ottenere, in quali tempi e quali risultati non sono garantiti, per esempio il recupero di dati cancellati da un SSD.
Indipendenza e conflitti
Prima di accettare, il consulente verifica di non avere rapporti con le altre parti o interessi che possano comprometterne l'imparzialità. Nel caso del consulente d'ufficio questo è un requisito essenziale.
Il lavoro durante le operazioni
Quando ci sono più consulenti, quello d'ufficio e quelli di parte, le operazioni tecniche si svolgono di norma con la possibilità per tutti di assistere. Il consulente di parte può:
- verificare che le acquisizioni siano eseguite correttamente;
- chiedere che vengano annotati dettagli o eseguiti controlli aggiuntivi;
- ottenere copia dei dati acquisiti, quando previsto, per analisi indipendenti;
- formulare osservazioni scritte sulla bozza di relazione.
Un rapporto corretto e collaborativo tra consulenti, anche con posizioni diverse, giova a tutti: le contestazioni tecniche si risolvono durante le operazioni invece di trascinarsi nelle udienze.
La collaborazione con l'avvocato
Il consulente di parte e l'avvocato lavorano insieme, ma con competenze diverse. L'avvocato conosce le regole del procedimento e la strategia; il consulente conosce i dati. Alcune indicazioni pratiche:
- coinvolgere il consulente prima possibile, idealmente prima che i dispositivi vengano toccati;
- condividere con lui tutti gli atti tecnici rilevanti, compresi quelli della controparte;
- chiedere spiegazioni semplici: se il consulente non riesce a spiegare un punto all'avvocato, difficilmente riuscirà a spiegarlo al giudice;
- distinguere ciò che il consulente può affermare con certezza da ciò che è solo compatibile con una tesi.
Le qualità che contano
Nel mio lavoro ho visto che le competenze tecniche sono necessarie ma non sufficienti. Contano altrettanto:
- metodo: ogni passaggio documentato e ripetibile;
- chiarezza: saper spiegare concetti tecnici senza gergo;
- prudenza: non andare oltre ciò che i dati dimostrano;
- aggiornamento: sistemi, app e dispositivi cambiano di continuo;
- onestà intellettuale: riconoscere un errore o un limite rafforza la credibilità.
In sintesi
- Il consulente tecnico spiega i dati a chi deve decidere, senza sostituirsi a lui.
- Esistono figure diverse: d'ufficio, perito, di parte, del pubblico ministero, aziendale.
- Un buon incarico parte da quesiti tecnici precisi e da un inventario delle fonti.
- Il consulente di parte vale per la sua credibilità, non per la difesa a oltranza.
- Coinvolgerlo presto evita errori irreparabili sui dispositivi.